Colon-Proctologia
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EMORROIDECTOMIA CON STAPLER


Trattamento della malattia emorroidaria

Le Emorroidi sono strutture vascolari ( gruppi di vasi sanguigni ) già presenti alla nascita in ognuno di noi. Le emorroidi sintomatiche ossia quelle che provocano sanguinamento, dolore, bruciore e tanti altri fastidi anali, costituiscono la malattia emorroidaria. Se consideriamo l'ano come il quadrante di un orologio, esse si sviluppano a partenza dalle ore 3, 7, ed 11. In tal caso i vasi appaiono ingranditi e rigonfi. Le emorroidi sintomatiche possono essere esterne o interne. Quelle esterne all'ano si presentano come protuberanze dure e dolenti, sanguinanti solo in caso di rottura. Quelle interne, invece, si sviluppano nel canale anale e risultano indolori. I sintomi più comuni sono il sanguinamento e la fuoriuscita dall'ano durante la defecazione. Ad ogni modo le emorroidi interne possono causare dolore di severa entità se sono completamente prolassate al di fuori dell'ano e non possono essere più riportate all'interno. La causa precisa della malattia emorroidaria è sconosciuta, ma è stato accertato che diversi sono i fattori che favoriscono o scatenano tale malattia.
Tra essi citiamo l'età, la stipsi cronica, la diarrea, la gravidanza, l'ereditarietà, l'eccessivo uso di lassativi e l'abitudine di trascorrere molto tempo sul wc, ad esempio leggendo. Comunque qualunque sia la causa presunta o l'elemento scatenante, l'effetto è l'eccessivo stiramento con la rottura dei legamenti vascolari e conseguente prolasso della mucosa ed assottigliamento delle pareti vasali con dilatazione delle stesse. Perdurando tali condizioni nel tempo i vasi indeboliti fuoriescono dall'ano. La cura più idonea della malattia emorroidaria è strettamente connessa con il grado evolutivo della stessa. A tal fine è importante sottoporre il paziente ad una visita proctologica accurata. Se la diagnosi è fatta allo stadio iniziale, può risultare efficace aumentare esclusivamente il quantitativo di fibre (frutta e verdura) ed acqua nella dieta, ed eliminare gli sforzi defecatori eccessivi. Anche effettuare semicupi tiepidi per circa dieci minuti al dì, fornisce giovamento.
Mettere in pratica queste semplici norme, favorisce nell'arco di quattro, sei settimane il miglioramento del quadro clinico iniziale. Nel caso si dovesse verificare la persistenza del dolore potrebbe trattarsi di una trombosi emorroidaria. Allorché in anestesia locale mediante una piccola incisione, si provvede alla rimozione del sangue coagulato dall'interno del vaso, con immediato benessere per il paziente. Le legature elastiche sono il trattamento indicato per le emorroidi interne che con gli sforzi defecatorio-fisici protrudono fuori dall'ano, per poi rientrarvi spontaneamente o manualmente. Mediante un adeguato supporto strumentale, ed in maniera totalmente indolore, viene applicato alla base del gavocciolo emorroidario un anellino elastico che blocca l'afflusso di sangue. Il gavocciolo e l'anellino si distaccano dalla parete del canale anale dopo circa sette, dodici giorni e vengono eliminati con le feci. La mucosa si consolida dopo una, due settimane. Talvolta tale metodica può arrecare "disagio anale" e può causare un modesto sanguinamento.
L'ablazione chirurgica dei tre gavoccioli emorroidari, rappresenta l'intervento radicale. Esso s'impone quando avvengono trombosi emorroidarie recidivanti, quando fallisce il trattamento con le legature elastiche, quando si verifica un prolasso emorroidario irriducibile o infine quando c'è un sanguinamento persistente. L'intervento chirurgico ha lo scopo di rimuovere l'eccesso di tessuto che causa sia il sanguinamento sia il prolasso della mucosa rettale. Esistono varie tecniche tra cui la più comune è la Milligan & Morgan che prevede l'asportazione dei peduncoli emorroidarii. Recentemente tale intervento di emorroidectomia è condotto utilizzando un bisturi a radiofrequenza, che esegue una sintesi diretta dei tessuti evitando così, l'apposizione dei punti di sutura. Sicuramente l'impiego di tale bisturi, offre dei vantaggi ineguagliabili, in termini di minore durata dell'intervento chirurgico, di riduzione del dolore nel periodo post operatorio e di una più rapida guarigione delle ferite chirurgiche con un migliore comfort per il paziente.
E' importante sottolineare che non viene più applicato il tampone dopo nessun tipo d'intervento chirurgico. Ciò comporta un notevole sollievo per il malato poichè l'estrazione del tampone era molto dolorosa. Il trattamento chirurgico è condotto in anestesia generale, richiede una minima ospedalizzazione e comporta una settimana di inattività. Tra gli altri trattamenti citiamo l'emorroidopessia eseguita mediante l'utilizzo di una suturatrice meccanica circolare (STAPLER), che è in grado di sezionare e cucire allo stesso tempo i peduncoli emorroidari. Tale intervento se condotto con le giuste indicazioni offre dei brillanti risultati. L'emorroidectomia condotta con il Laser, non offre vantaggi superiori rispetto alle tecniche sopracitate, e contrariamente alle credenze popolari, non è priva di dolore. Altri trattamenti come la crioterapia o la coagulazione diretta sono nel primo caso desueto e molto doloroso, nell'altro relativamente privo di dolore ed assolutamente privo di radicalità.


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