Tumore dell’ano

Il cancro dell’ano è piuttosto raro con una incidenza annuale di circa 1-3 nuovi casi ogni 100.000 persone. Le donne sono più colpite rispetto agli uomini.

Uno dei principali fattori di rischio per il cancro dell’ano è l’infezione da Papilloma virus umano (HPV) (alcuni ceppi in particolare, 16 e 18), responsabile anche di altri tumori, in particolare quello della cervice uterina.

Altri fattori di rischio sono il fumo, un numero elevato di partner sessuali nel corso della vita, immunodeficienze congenite od acquisite(esempio dopo trapianto di organo, infezione da HIV). Come per altri tipi di tumore (cervice, vagina), anche per il tumore anale esistono condizioni pre-cancerose: si tratta di modificazioni delle cellule chiamate displasie che potenzialmente potrebbero diventare tumori e che devono quindi essere tenute sotto controllo. Si parla in questi casi di neoplasia intraepiteliale anale (AIN, anal intraepithelial neoplasia) e di lesione squamosa intraepiteliale anale (SIL, squamous intraepithelial lesion).

La forma di tumore più diffusa è il carcinoma a cellule squamose.

Nella maggioranza dei casi il tumore dell’ano è asintomatico per lunghi periodi. Il paziente si reca dal medico per la comprsa di una tumefazione in regione anale oppure per la comparsa di sanguinamento a volte associato a dolore o prurito. Nelle forme più avanzate il dolore ed il sanguinamento sono costanti e possono associarsi cambiamento nel diametro delle feci ed aumento delle dimensioni dei linfonodi della regione inguinale.

La diagnosi e’ solitamente successiva all’ esame clinico mediante anoscopia o rettoscopia e biopsia. Ulteriori esami di diagnostica per immagini (TC, PET, risonanza magnetica, radiografia ed ecografia) sono utilizzati in genere per valutare la diffusione della malattia e la presenza di eventuali metastasi.

La scelta del trattamento dipende da numerosi fattori come lo stadio, la posizione e le condizioni di salute generali del paziente.

Se il tumore è piccolo e non è diffuso, l’intervento si limita alla rimozione della regione coinvolta e di una piccola porzione di tessuto circostante, mentre nei casi di malattia più avanzata l’intervento è in genere più esteso e, in alcuni casi, prevede la rimozione totale di retto e ano. Tuttavia un ruolo fondamentale lo ha la radioterapia che può risultare risolutiva senza necessità di intervento per tumori localizzati. Nel caso invece di neoplasie più avanzate il trattamento è multidisciplinare ed oltre al chirurgo fondamentale è il ruolo dell’oncologo e del radioterapista per una combinazione di radioterapia e chemioterapia.

Clinica Valle Giulia

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Policlinico Universitario Roma “Tor Vergata”

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